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Tendenze del mercato |
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Obiettivi
La ricerca "Tendenze del mercato del lavoro ambientale" offre dati e informazioni finalizzati a monitorare l’occupazione ambientale in termini di caratteri connotativi e trend di sviluppo attraverso l’analisi dei dati sulle forze di lavoro Istat.
Ciò ha reso necessario una rilettura e reinterpretazione delle fonti statistiche e l’elaborazione di una diversa aggregazione delle professioni per l’ambiente.
Le figure professionali riferite a funzioni e processi lavorativi ambientali sono, infatti, o disseminate nell’ambito di categorie professionali non esclusivamente ambientali o arginate e compresse in una concezione troppo limitata di ambiente, in chiave esclusivamente difensivistica.
E’ stata, pertanto, necessaria una preliminare fase di studio per delineare le macro-aree ambientali di riferimento, funzionale alla successiva fase di aggregazione delle professioni ambientali.
Macro-aree
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Agricoltura ecocompatibile
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Disinquinamento, risparmio e controllo delle risorse
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Normativa ambientale
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Conservazione, tutela, difesa e valorizzazione dell’ambiente e del territorio
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Ricerca di base e applicata
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Informazione, educazione, formazione ambientale
Alcune considerazioni
Il confronto e l’analisi dei dati Istat hanno evidenziato, talora, l’impossibilità di accedere alle informazioni relative alle professioni ambientali riferite ad alcune macro-aree: macroscopico è il caso delle professioni relative all’agricoltura ecocompatibile
Il sistema di classificazione Istat, infatti, non sempre rende possibile estrapolare le professioni ambientali, distinguendole da altre non ambientali. Questa difficoltà ha indotto a restringere, in alcuni casi, gli ambiti di rilevazione della ricerca, laddove neanche l’incrocio delle professioni con il settore economico forniva indicazioni circa la connotazione ambientale delle professioni prese in esame. In altri casi, invece, si è ritenuto di dover prendere in considerazione le professioni esplicitamente ambientali insieme ad alcune non strettamente e palesemente ambientali che rappresentano, nell’aggregazione dei dati Istat, una "quota-parte" non significativa. Non considerarle, avrebbe determinato una rilevante perdita di informazioni rispetto alle prime, a carattere ambientale, dal momento che entrambe fanno parte dello stesso gruppo.
Settori ambientali
Da qui l’esigenza di una riformulazione delle macro-aree inizialmente individuate in sede di ipotesi di ricerca, in termini di:
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rifiuti
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energia
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sicurezza e igiene del lavoro e dell’ambiente
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turismo ambientale
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difesa del suolo, risorse idriche e forestali
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urbanistica e beni culturali e ambientali
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ricerca di base e applicata
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difesa, controllo, disinquinamento etc.
Rispetto a questa diversa aggregazione delle professioni ambientali si è proceduto alla estrapolazione dei dati Istat sulle forze di lavoro dal 1993 al 2004 al fine di individuare, sulla base di alcune variabili significative, connotati e tendenze del mercato del lavoro ambientale in Italia.
Note sulla rilevazione Istat 2004
Nel 2004 la ricerca ha mantenuto l’impianto complessivo, ma è stato necessario adeguarlo al nuovo sistema classificatorio Istat delle professioni. L’Istat ha proceduto, infatti, alla revisione della classificazione delle professioni, tenendo conto di un "doppio vincolo metodologico": raccordo con la precedente classificazione e con la nuova classificazione europea delle professioni (ISCO 88), "senza il quale sarebbe andata perduta la possibilità di confrontare i dati finora raccolti e quella di operare corretti confronti internazionali". "Il risultato è stato un impianto in taluni casi anche molto diverso dal precedente, che tuttavia soddisfa le esigenze e i vincoli citati".
Nel 2004 l’Istat ha, anche, introdotto una diversa modalità di rilevazione delle forze di lavoro, passando da "una rilevazione trimestrale delle forze di lavoro (RTFL), effettuata in una specifica settimana per ciascun trimestre, alla rilevazione continua delle forze di lavoro (RCFL), distribuite su tutte le settimane dell’anno".
Inoltre, la nuova rilevazione prevede una modifica nella definizione degli occupati e delle persone in cerca di occupazione, armonizzandola con le disposizioni dell’Unione Europea. Significativa, tra l’altro, è la registrazione delle collaborazioni coordinate e continuative e del lavoro interinale.
Questi elementi di novità sono stati tenuti presenti nell’analisi sulle tendenze del mercato del lavoro ambientale 2004. Essi inducono una certa cautela nel confronto dei dati in serie storica pur non precludendo la possibilità di confronti con i dati già elaborati dall’Isfol nell’arco temporale 1993 al 2003.
I dati relativi alle tendenze del mercato del lavoro ambientale nell’arco temporale 1993-2004, presentano, complessivamente, un incremento dell’occupazione ambientale pari al 27,3%.
I dati relativi all’ultimo anno vanno assunti con una certa cautela, soprattutto se letti in serie storica, in quanto risentono delle modifiche avvenute nella rilevazione Istat 2004 sulle forze di lavoro. Si delineano alcuni elementi di sintesi riferiti all’arco temporale preso in esame:
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Il primo attiene alla connotazione di genere del mercato del lavoro ambientale che registra fino al 2001 non solo un incremento notevole delle donne occupate, ma anche un loro posizionarsi sul mercato del lavoro a livelli più elevati rispetto alla componente maschile, evidenziando un’inversione di tendenza rispetto agli andamenti tradizionali del mercato del lavoro. Nel 2002, pur confermandosi il forte incremento (+10.600 unità) dell’occupazione femminile, questa sembra, tuttavia, perdere la connotazione a forbice (determinata dal suo essere sbilanciata tra professioni medio-bassi e professioni ad alta specializzazione) e posizionarsi in attività che richiedono scarsi livelli di qualificazione (da 18% nel 2001 al 24,5% nel 2002). Nel 2003, ma sopratutto nel 2004 il mercato del lavoro femminile si caratterizza per una perdita di consistenza di lavori scarsamente qualificati e un aumento eclatante di occupazione legata a professioni intermedie a carattere tecnico. Tale tendenza trova conferma nel fatto che più dell’80% delle donne impegnate in attività ambientali ha livelli di scolarità medio-alti, contro appena la metà degli uomini.
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La connotazione medio-alta delle professioni verdi, necessaria per affrontare adeguatamente la complessità delle tematiche ambientali, appare evidente dall’analisi dei dati relativi al 2003 e al 2004, che evidenziano un incremento degli occupati in possesso di un diploma. Altalenante, invece, il peso percentuale dei laureati che nel 2004 raggiunge la punta massima (12,2%).
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Nel 2004 si conferma il carattere di stabilità dell’occupazione ambientale: poco meno dell’80% degli occupati ha un lavoro a tempo indeterminato con uno scarto del 10% nel rapporto maschi/femmine a favore dei maschi.
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Quanto alle caratteristiche dell’occupazione, in termini di tempo pieno o parziale, il primo è prerogativa più della componente maschile che di quella femminile e tende a privilegiare chi è in possesso più di un diploma che di una laurea. Sulle caratteristiche dell’occupazione sembra, comunque, influire più la divisione sociale del lavoro, che vede le donne impegnate in diversi ambiti di presenza, che il livello di scolarizzazione.
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Nel 2004 si assiste ad un incremento dei liberi professionisti e dei lavoratori autonomi. Forme di precarizzazione e di uso flessibile della forza lavoro riguardano, sopratutto, la componente femminile.
Va richiamato il significato di questa ricerca. L’intento è stato quello di analizzare il mercato del lavoro ambientale, non solo attraverso analisi settoriali, indagini a campione, stime previsionali a breve-medio termine, ma monitorando i dati Istat relativi alle forze di lavoro, al fine di poterne seguire gli andamenti nel tempo.
E’ stato necessario un lavoro di definizione e individuazione dei settori ambientali, nei quali ricondurre i dati Istat per renderli fruibili in termini di lettura e analisi dell’occupazione ambientale. Riteniamo che questo lavoro possa configurarsi come un primo tentativo di analisi sull’ occupazione ambientale finalizzata a monitorarne nel tempo caratteristiche e tendenze.
Tab. 1 - Occupati in settori ambientali negli anni 1993 - 2006
Tab. 2 - Occupati in settori ambientali negli anni 1993 - 2006 per sesso
Tab. 3 - Occupati in settori ambientali negli anni 2001 - 2006 per sesso
Tab. 4 - Occupati in settori ambientali negli anni 1993-2006 per circoscrizione geografica
Tab. 5 - Occupati in settori ambientali negli anni 1993-2006 per titolo di studio
Tab. 6 - Occupati in settori ambientali negli anni 2002, 2003 e 2006 per titolo di studio
Tab. 7 - Occupati in settori ambientali negli anni 2001 - 2006 per titolo di studio e sesso
Tab. 8 - Occupati in settori ambientali negli anni 2001 - 2006 per titolo di studio e circoscrizione geografica
Tab. 9 - Occupati in settori ambientali negli anni 1993-2006 per posizione professionale
Tab.10 - Occupati in settori ambientali negli anni 2001 - 2006 per posizione professionale e sesso
Tab.11 - Occupati in settori ambientali negli anni 1993-2006 per professione
Tab.12 - Occupati in settori ambientali negli anni 2001 - 2006 per professione e sesso
Tab.13 - Occupati in settori ambientali negli anni 1993-2006 per carattere dell’occupazione
Tab. 14 - Occupati in settori ambientali negli anni 2001 - 2006 per carattere dell’occupazione e sesso
Tab. 15 - Occupati in settori ambientale negli anni 2001 - 2006 per tipo di occupazione a tempo pieno e a tempo parziale e per titolo di studio
Tab. 16 - Occupati in settori ambientali negli anni 2001 - 2006 per tipo di occupazione a tempo pieno e a tempo parziale e per sesso
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